domenica 27 febbraio 2011

Il gusto di avere un cuore spalancato

Oggi un'amica compiva il compleanno.
E come si addice ai bravi ometti di sesso maschine, me ne sono dimenticato.
Di seguito lo scambio di sms (nella speranza non mi denunci per uso illecito delle intercettazioni telefoniche):

Io: "...mi sono dimenticato, vero?"
Lei: "Si, ma sei il migliore! Fa nulla! Come se te ne fossi ricordato!"
Io: "Ma porcazozza! Perdono... Buon compleanno e grazie! Come si fa ad essere amici noi, che in comune non abbiamo (APPARENTEMENTE) nulla? Come fa ad esserci tutta questa libertà nel trattarsi? Grazie. Il regalo lo fai tu a me, sei l'evidenza della risposta a queste domande!"

Segue una sua lunga mail e una mia lunga risposta, con la promessa di TANTA cena e TANTO sigaro toscano...

Lei conclude così: "Ti auguro di essere felice".

E io mi son sentito voluto bene veramente.

Che figata vivere così. Che bello avere il cuore spalancato! Che bello essere presi a legnate sulle gengive per essere poi abbracciati di un abbraccio di quelli stretti che non costringono!

E' quella risposta alla quale i miei amici veri sono evidenza che mi rende libero, che mi fa respirare, che mi fanno piangere di gioia!

venerdì 4 febbraio 2011

Il gusto del lavoro (seconda parte)

Pomeriggio inoltrato del  3 febbraio (ieri), sul FrecciArgento che mi riporta da Venezia a casa, sfoglio un mensile e l'occhio casca su un faccione tondo, testa completamente pelata, due sopracciglia foltissime a contorno di occhi profondi ed espressivi. Una vera faccia da "patacca"...
Ma questa è Palmiro Cangini, Assessore alle Varie ed Eventuali del comune di Roncofritto di Romagna!!! Il personaggio di Zelig che farfuglia parole in accento romagnolo e conclude sempre con "...e con questo cosa volevo dire...".
Sembra un fiume in piena, mi fa ridere di continuo e  Bisio sembra suo fratello, una spalla perfetta! Le ultime gag, poi, sono veramente esilaranti!
Nell'intervista Paolo Cevoli parla di sè, della mamma e del papà proprietari di una pensione "a zero stelle" dove lui ha imparato, a suon di ceffoni da parte del genitore, il segreto del lavoro (che mi domandavo in un post precedente).
E poi l'università, il tuo tener banco (i "frizzi"), le esperienze di lavoro fuori dal ristorante di famiglia, un ruolo nella trasmissione di Paolo Rossi rifiutato negli anni '90 e il successo venuto con Zelig.
Per esser "bravi" serve la "mano calda", come gli diceva mamma Marisa quando faceva le tagliatelle: puoi avere la miglior farina e le uova più buone, ma senza la mano calda (il talento che o ce l'hai o non ce l'hai) il sugo non rimane attaccato alla pasta.
Insomma, per Paolo Cevoli il mestiere più bello è quello del cameriere perchè è al servizio di tutti e non è servo di nessuno....Come quel Nazareno che fece il "pediluvio" (così dice nell'intervista) ai suoi amici...
Eccolo il gusto del lavoro: SERVIRE a partire dalla realtà, SERVIRE così come sei, mettendo a disposizione la tua "mano calda", che si traduce nella tua professionalità, nel tuo talento, in ciò che sai fare.
Solo così il lavoro ha un gusto, al di là della funzione sociale ed economica, superando la sua utilità terapeutica. Lavorare ti serve perchè servi, così come sei, per quello che sei. 
E anche un "patacca" come me può dire "IO"!
....che respiro....